Una serie di sfortunati eventi di Netflix: Incantevole e con uno strepitoso Neil Patrick Harris

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Una serie di sfortunati eventi di Netflix: Incantevole e con uno strepitoso Neil Patrick Harris

Veniamo al mondo e una delle prime cose da cui restiamo affascinati sono le storie. Amiamo farcele raccontare e, crescendo, non riusciamo più a farne a meno. Immaginare mondi che non ci appartengono, mettersi nei panni di personaggi che vivono le avventure più straordinarie, e struggersi fino all'ultimo per la loro riuscita e la disfatta dei cattivi impegna con immensa gratificazione molto del tempo che dedichiamo a noi stessi e al nostro svago. Una volta erano i genitori a raccontarcele, spesso prima della buona notte. Da adulti, li sostituiamo con cantastorie altrettanto accorti e con noi buoni. Nel corso degli anni, Netflix ha bussato alla porta della nostra attenzione con molti "C'era una volta" capaci di conquistarla. Storie inconsuete, il più delle volte. Con Una serie di sfortunati eventi, novità in arrivo venerdì 13 gennaio, il servizio di video in streaming ricerca e trova una dimensione più autentica, schietta e naturale con la quale solleticare la nostra passione innata per i racconti. Se poi quel racconto va a toccare la corda della nostalgia, stare davanti al televisore si rivela una magica esperienza che, per circa otto ore, regala emozioni che la dura vita aveva portato a dimenticare.

EVENTI MOLTO FUNESTI. L'omonimo ciclo di romanzi scritto da Lemony Snicket (anche conosciuto come lo scrittore statunitense Daniel Handler) ha reso migliore l'infanzia di molti di noi. Le storie raccontate in quella dozzina abbondante di volumi riprendono vita dopo l'altrettanto riuscito tentativo di Brad Silberling al cinema, con una serie la quale ha diversi elementi che la rendono imperdibile. "Ma procediamo con ordine", direbbe il narratore. Gli avvenimenti, qui raccontati con un ritmo sorprendentemente vertiginoso nonostante la maggiore prolissità del prodotto, vedono i fratelli Violet, Klaus e Sunny Baudelaire (interpretati da Malina Weissman, Louis Hynes e Presley Smith) affrontare loro malgrado le conseguenze di una terribile, terribile vicenda. Ragazzi brillanti e curiosi, i Baudelaire si ritrovano soli e scoraggiati in seguito alla morte di entrambi i genitori nel misterioso incendio della loro casa. Sul punto di sprofondare nello smarrimento più totale, gli orfani vedono il proprio destino riscritto. Ma quello che doveva essere un lieto fine si trasforma ben presto in un nuovo incubo.

Una serie di sfortunati eventi

Mentre Patrick Warburton, nei panni di Snicket, fa da malinconico Cicerone allo spettatore, e sin dai primi minuti alcuni elementi lasciano intuire che dare una verità assoluta alla tragedia dei Baudelaire sarà una delle vene pulsanti della serie che stiamo per vedere, l'universo di personaggi eccentrici capaci di spalancare gli occhi della piccola Sunny che è Una serie di sfortunati eventi stende il tappeto rosso al suo signore. Ovvero, irrompe nelle scene il Conte Olaf, zio e nuovo tutore dei protagonisti. Un uomo spaventoso fin dall'aspetto, stravagante in modo inquietante, arcigno e disposto a tutto per i suoi scopi, come travestirsi di tutto punto e persino uccidere, Olaf vuole impossessarsi del vasto patrimonio economico dei nipoti. Determinati a non soccombere al loro antagonista, Violet, Klaus e Sunny si danno alla fuga, innescando una serie di traversie popolate di incontri e intuizioni che tirano fuori tutte le attitudini dei personaggi.

HOW I MET YOUR OLAF. Si è capito, sin dalle prime notizie sulla volontà di Netflix di portare in tv un adattamento delle storie di Snicket, che la quasi totale bontà del progetto dipendeva dalla capacità di trovare un attore in grado di reggere un personaggio espressivo come il Conte Olaf senza cadere preda del facile rischio di renderlo ridicolo o, peggio ancora, non credibile. Riconoscendo una tale disposizione di spirito in Neil Patrick Harris, che non si presentava come una scelta opportuna semplicemente per il successo ottenuto con How I Met Your Mother, Una serie di sfortunati eventi supera a pieni voti la sua sfida più difficile. Vi diremo di più: Olaf fa ancora più bene a Harris, perché permette prima di tutto a lui di dare sfogo ai suoi molti talenti, sin dai crediti di apertura.

Una serie di sfortunati eventi

Come in uno scatto di Gregory Crewdson, in una provincia americana avvolta in atmosfere incantate, surreali, quasi immobili, che nella loro bellezza sembrano celare qualcosa di misterioso, quasi inquietante, a metà tra realtà e finzione, l'ideatore Mark Hudis e il regista Barry Sonnenfeld, che ci piace pensare sia stato scelto anche in virtù del suo lavoro dietro la macchina da presa di Pushing Daisies, realizzano un'opera che rispetta il lavoro originale e promette di affascinare un pubblico demograficamente trasversale. I più piccoli ameranno Una serie di sfortunati eventi. I meno piccoli godranno del tempo trascorso con loro guardando gli episodi, come i loro genitori avevano fatto in precedenza con essi attraverso i romanzi di Handler. Fantasiosa e insolitamente diversa da qualsiasi cosa si possa vedere in tv, preziosa nel suo messaggio carico di speranza, Una serie di sfortunati eventi è in definitiva un piacere assoluto messo magistralmente in scena attorno alla dura ma illuminante verità che la vita il più delle volte è ingiusta.

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Emanuele Manta
  • Redattore specializzato in Serie TV
  • Appassionato di animazione, videogame e fumetti
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