Il revival di Twin Peaks su Sky Atlantic: Tutto come prima, espanso, sorprendente

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Il revival di Twin Peaks su Sky Atlantic: Tutto come prima, espanso, sorprendente

Venticinque anni fa anche per me, come per moltissime altre persone, Twin Peaks è stata un evento epocale, una rivoluzione nel modo di guardare e intendere la televisione, una serie tv che è entrata nella mia vita come un tornado e ha occupato un posto importantissimo nel mio immaginario.
Quelle prime due stagioni della serie di David Lynch, io, non le rivedo da allora.
Ma ci sono scene, personaggi e situazioni rimaste indelebilmente nella memoria; come nella mia memoria è indelebile il ricordo di come la sera, a casa, ci si raccoglieva assieme a mio padre sul divano, il "Diario Segreto di Laura Palmer" pubblicato da Tv Sorrisi e Canzoni a fianco, per vedere cosa sarebbe successo nel nuovo episodio di quella roba così sconvolgente.

Di fronte al ritorno di Twin Peaks non avevo paura che le nuove puntate mi rovinassero qualcosa di questo ricordo un po' nostalgico - rimasto mitico anche, forse, grazie al tempo che è trascorso e agli anni che avevo allora.
La mia, piuttosto, era una grande curiosità; era la voglia di vedere dove e come Lynch - che se davvero non farà mai più un film mi darà un grandissimo dolore - avesse ripreso in mano le redini di quella storia e di quei personaggi. E poi, la possibilità di vederlo qui a Cannes sul grande schermo: visto in ritardo rispetto a molti, magari, sì, ma volete mettere?
Lynch, lo schermo gigante, il buio della sala.
E allora ho visto.
Ho visto e sono davvero contento.

Twin Peaks

In onda in tv su Sky Atlantic da venerdì 26 maggio alle ore 21:15 con un doppio episodio, e disponibile in streaming su Now TV, questo nuovo Twin Peaks, che riprende lì da dove la seconda stagione si era fermata, dall'Agente Cooper dentro la Loggia Nera e il suo doppio malvagio, posseduto da quel Bob che ha terrorizzato mezzo mondo, in giro indisturbato.
Riprende da Laura Palmer, che dice a Cooper che i venticinque anni di cui aveva parlato nell'ultimo episodio della seconda serie sono trascorsi. E poi non dico oltre, per non scontentare i talebani dello spoiler.
Ci sono però cose che si possono e si devono dire. E che non raccontano la trama.

La prima è, per esempio, che prima d'usare l'aggettivo "lynchiano" - e lo faccio anche io, lo ammetto - bisognerebbe pensarci molto bene. Perché Lynch è talmente oltre che persino le bizzarie più spinte della quasi totale maggioranza degli altri registi non si avvicinano alla personalità, allo stile e soprattutto alla necessità di quelle di Lynch.
La seconda, che da qui deriva, è che David Lynch è oltre perché se ne frega di tutto e di tutti, e se ne frega di regole e confini, tutto concentrato a immergersi e sguazzare nelle acque profonde del suo immaginario e del suo inconscio, che sono sempre in espansione.

Twin Peaks

Nel revival di Twin Peaks, allora, sono espansi anche lo spirito e personaggi delle due precedenti. L'apparentemente sonnolenta ma torbida e depravata cittadina dello stato di Washington del titolo non è più l'unico luogo dell'azione: ce ne sono altri (New York, il Sud Dakota, e ce ne saranno ancora), e altri personaggi.
Le atmosfere sono quelle d'allora, espanse anche loro, allargate dalla voglia di Lynch di sfidare sé stesso e lo spettatore, d'inseguire i suoi deliri onirici e metafisici senza restrizioni.
Tanto che la cosa che colpisce forse di più dei primi due episodi di Twin Peaks 2017 è il suo ignorare completamente tutto quello che, oggi, è la norma e la regola di una serie tv.

Lynch si prende il tempo di dire in due puntate quello che, altrove, verrebbe raccontato in mezzo episodio; si prende lo spazio per continuare a sperimentare, mettendo dentro il format Twin Peaks tutto il suo cinema successivo: Mulholland Drive, certo, ma anche e sopratutto Inland Empire. E i suoi corti, e la sua musica. Per andare, presumibilmente, ancora oltre, con un racconto liberissimo ma anche di notevolissima coerenza interna.
I detrattori non mancheranno, non sono mai mancati, e va bene così: le esplorazioni di Lynch non sono per tutti.
Ma tutti dovrebbero essere disposti ad ammettere che, piaccia o meno, Lynch è oggi uno dei pochissimi capaci di dimostrare che è ancora possibile fare qualcosa di nuovo, di personale, di sorprendente.



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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