Il Mistero della casa del tempo Recensione

Titolo originale: The House with a Clock in its Walls

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Il mistero della casa del tempo: la recensione del film fantastico con Jack Black e Cate Blanchett

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Il mistero della casa del tempo: la recensione del film fantastico con Jack Black e Cate Blanchett

Tutto quello di cui c’è bisogno nella vita è un solo buon amico, si dice a un certo punto in Il mistero della casa del tempo. Parafrasando liberamente quest’affermazione, verrebbe da dire che tutto quello di cui c’è bisogno in un film è un solo grande attore. E quest’attore - anzi, quest’attrice - Il mistero della casa del tempo ce l’ha, ed è grandissima anche in un ruolo che di certo non passerà alla storia come uno di quelli chiave della sua filmografia: Cate Blanchett, che oltre che bravissima è - repetita iuvant - l’ultima delle grandi dive eleganti e charmant di un cinema che non c’è più da troppo tempo.
Sarebbe sciocco negare che ogni volta che l’australiana appare, parla, o alza un sopracciglio, il film di Eli Roth si innalza di una spanna, ma sarebbe anche tutto sommato anche ingiusto dire che senza di lei questo fantasy per famiglie venato di horror, e tratto da un celebrato romanzo per ragazzi di John Bellairs, crolli o non vada da nessuna parte.

Proveniente dall’horror più truculento, dagli Hostel e dai Green Inferno, e poi passato cose meno estreme come Knock Knock e il remake di Il giustiziere della notte, Eli Roth qui sorprende un po’ mettendosi al servizio di un film che non si pensava potesse essere nelle sue corde: e se non sempre dimostra un estro particolare o una sintonia impeccabile col copione, c’è da dire che il modo in cui inserisce elementi spaventosi nel film funziona piuttosto bene.
Su tutte, le scene in cui appaiono numerosissimi pupazzi, bambole, automi che generano un’atmosfera sinceramente inquietante: “creepy,” come sottolinea a più riprese il personaggio di Jack Black.

Storia di un ragazzino di dieci anni rimasto orfano, e finito a vivere con uno zio stralunato in una casa misteriosa, finendo con lo scoprire che lo zio è uno stregone, la sua amica una specie di Mary Poppins in versione stregata e in viola, e che la casa nasconde magici misteri, Il mistero della casa del tempo procede ad altezza bambino, in maniera spedita e un po’ altalenante (specie per certi effetti speciali) verso un epilogo spettacolare che, alla fin fine, racchiude una morale nota ma sacrosanta, e che ha il tepore degli affetti familiari, come è giusto che sia.

Niente di sorprendente, niente di nuovo. Ma, come spiega la Mrs. Zimmerman di Cate Blanchett al giovane protagonista, il segreto (degli incantesimi e del film) sta non tanto in quello che dici, ma in come lo dici. Non dice sempre tutto bene, Eli Roth, ma non sbraca mai, e quando ci azzecca - rimanendo saldamente nei confini del film per famiglie che doveva realizzare, ma sfruttando tutto il terreno a sua disposizione - ci azzecca, e cattura quel senso generale di incanto e stupore infantili che ti aspetti da un film targato Amblin.
Ma d’altronde, come si può volere male a un film con Cate Blanchett, un film con una Cate Blanchett che prende a testate una zucca di Halloween malvagia e stregata, e che usa l’Ovomaltina come chiave per risolvere un mistero magico che pareva irrisolvibile?

Il Mistero della casa del tempo
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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